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December 10 Un bianco sole e basse, basse nubi, lungo gli orti - dietro il muro bianco - un cimitero. E sulla sabbia file di spauracchi di paglia sotto le traverse a statura d'uomo.
E, penzolandomi oltre i paletti dello steccato, vedo: strade, alberi, soldati sbandati. Una vecchia contadina, cosparso di sale grosso mastica e mastica un tozzo di pane nero...
Come hanno potuto incolleriti queste nere capanne, Signore! e perch‚ a tanti mitragliare il petto? Passa un treno e ulula, e si mettono a ululare i soldati, e leva polvere, leva polvere la strada che indietreggia...
- No, morire! Meglio non essere mai nati, che questo lamentoso, penoso, carcerario ululato per le belle dalle nere ciglia. - Ah, e pure cantano adesso i soldati! Oh, Signore, Dio mio!
November 11 Scendi dall’onda improvvisa, scendi dall’onda e piccola lascia la mia mano
Smetti piccola mia impossibile, abbraccia il tuo ricordo ballando nella notte e il freddo hanno vinto
Sotto il cielo da paura scendi dall’onda, bacia la sabbia e le ultime parole non moriranno con te
November 10 Il sangue scorre per le strade mentre dimentico le bruciature come sogni il funerale del disagio… di un altro ladro di energia che è volato via nel piacere di un comportamento diverso ascolto rapito un sussurro tornato tranquillo …è la paura che si nasconde in un giorno finito nel nulla e per un cuore annoiato il canto della pioggia…
I nostri giorno sono finiti in un momento, i miei sogni sono stati portati via dal vento…
November 04 Se arrivo in una città oltre l'oceano Molto spesso arrivo in una nuova città, portato dal dubbio. Divenuto da un giorno all'altro pellegrino di una fede in cui non credo; rappresentante di una merce da tempo svalutata, ma è grande, sempre, una strana speranza - Scendo dall'aeroplano col passo del colpevole, la coda tra le gambe, e un eterno bisogno di pisciare, che mi fa incamminare un po' ripiegato con un sorriso incerto - C'è da sbrigare la dogana, e, molto spesso, i fotografi: comune amministrazione che ognuno cura come un'eccezione. Poi l'ignoto. Chi passeggia alle quattro del pomeriggio sulle aiuole piene di alberi e i boulevards d'una disperata città dove europei poveri sono venuti a ricreare un mondo a immagine e somiglianza del loro, spinti dalla povertà a fare di un esilio una vita? Con un occhio alle mie faccende, ai miei obblighi - Poi, nelle ore libere, comincia la mia ricerca, come se anch'essa fosse una colpa - La gerarchia però è ben chiara nella mia testa. Non c'è Oceano che tenga. Di questa gerarchia gli ultimi sono i vecchi. Sì, i vecchi alla cui categoria comincio ad appartenere (non parlo del fotografo Saderman che con la moglie già amica della morte mi accoglie sorridendo nello studiolo di tutta la loro vita) Sì, c'è qualche vecchio intellettuale che nella Gerarchia si pone all'altezza dei più bei marchettari i primi che si trovano nei punti subito indovinati e che come Virgili conducono con popolare delicatezza qualche vecchio è degno dell'Empireo, è degno di star accanto al primo ragazzo del popolo che si dà per mille cruzeiros a Copacabana ambedue son lo mio duca che tenendomi per mano con delicatezza, la delicatezza dell'intellettuale e quella dell'operaio (per lo più disoccupato) la scoperta dell'invariabilità della vita ha bisogno di intelligenza e di amore Vista dall'hotel di Rua Resende Rio - l'ascesi ha bisogno del sesso, del cazzo - quella finestrella dell'hotel dove si paga la stanzetta - si guarda dentro Rio, in un aspetto dell'eternità, la notte di pioggia che non porta il fresco, e bagna le strade miserabili e le macerie, e gli ultimi cornicioni del liberty dei portoghesi poveri sublime miracolo! E dunque José Carrea è il Primo nella Gerarchia, e con lui Harudo, sceso bambino da Bahia, e Joaquim. La Favela era come Cafarnao sotto il sole - Percorsa dai rigagnoli delle fogne le baracche una sull'altra ventimila famiglie (egli sulla spiaggia chiedendomi la sigaretta come un prostituto) Non sapevamo che a poco a poco ci saremmo rivelati, prudentemente, una parola dopo l'altra detta quasi distrattamente: io sono comunista, e: io sono sovversivo; faccio il soldato in un reparto appositamente addestrato per lottare contro i sovversivi e torturarli; ma loro non lo sanno; la gente non si rende conto di nulla; essi pensano a vivere (mi parla del sottoproletariato) La Favela, fatalmente, ci attendeva io gran conoscitor, egli duca - i suoi genitori ci accolsero, e il fratellino nudo appena uscito di dietro la tela cerata - eh sì, invariabilità della vita, la madre mi parlò come Lìmardi Maria, preparandomi la limonata sacra all'ospite; la madre bianca ma ancor giovane di carne; invecchiata come invecchiano le povere, eppur ragazza; la sua gentilezza con quella del suo compagno, fraterno al figlio che solo per sua volontà era ora come un messo della Città - Ah, sovversivi, ricerco l'amore e trovo voi. Ricerco la perdizione e trovo la sete di giustizia. Brasile, mia terra, terra dei miei veri amici, che non si occupano di nulla oppure diventano sovversivi e come santi vengono accecati. Nel cerchio più basso della Gerarchia di una città immagine del mondo che da vecchio si fa nuovo, colloco i vecchi, i vecchi borghesi ché un vecchio popolano di città resta ragazzo non ha da difendere niente - va vestito in canottiera e calzonacci come Joaquim il figlio. I vecchi, la mia categoria, che vogliano o non vogliano - Non si può sfuggire al destino di possedere il Potere, esso si mette da solo lentamente e fatalmente in mano ai vecchi, anche se essi hanno le mani bucate e sorridono umilmente come martiri satiri - Accuso i vecchi di avere comunque vissuto, accuso i vecchi di avere accettato la vita (e non potevano non accettarla, ma non ci sono vittime innocenti) la vita accumulandosi ha dato ciò che essa voleva - accuso i vecchi di avere fatto la volontà della vita. Torniamo alla Favela dove non si pensa nulla o si vuole diventare messi della Città là dove i vecchi sono filo-americani - Tra i giovani che giocano biechi al pallone di fronte a cucuzzoli fatati sul freddo Oceano, chi vuole qualcosa e lo sa, è stato scelto a sorte - inesperti di imperialismo classico di ogni delicatezza verso il vecchio Impero da sfruttare gli Americani dividono tra loro i fratelli superstiziosi sempre scaldati dal loro sesso come banditi da un fuoco di sterpi - E' così per puro caso che un brasiliano è fascista e un altro sovversivo; colui che cava gli occhi può essere scambiato con colui cui gli occhi sono cavati. Joaquim non avrebbe potuto mai essere distinti da un sicario. Perché dunque non amarlo se lo fosse stato? Anche il sicario è al vertice della Gerarchia, coi suoi semplici lineamenti appena sbozzati col suo semplice occhio senz'altra luce che quella della carne Così in cima alla Gerarchia, trovo l'ambiguità, il nodo inestricabile. O Brasile, mia disgraziata patria, votata senza scelta alla felicità, (di tutto son padroni il denaro e la carne, mentre tu sei così poetico) dentro ogni tuo abitante mio concittadino, c'è un angelo che non sa nulla, sempre chino sul suo sesso, e si muove, vecchio o giovane, a prendere le armi e lottare,indifferentemente, per il fascismo o la libertà - Oh, Brasile, mia terra natale, dove le vecchie lotte - bene o male già vinte - per noi vecchi riacquistano significato - rispondendo alla grazia di delinquenti o soldati alla grazia brutale
October 31 ...
Ragazzo del popolo che canti,
qui a Rebibbia sulla misera riva
dell'Aniene la nuova canzonetta, vanti
è vero, cantando, l'antica, la festiva
leggerezza dei semplici. Ma quale
dura certezza tu sollevi insieme
d'imminente riscossa, in mezzo a ignari
tuguri e grattacieli, allegro seme
in cuore al triste mondo popolare.
Nella tua incoscienza è la coscienza
che in te la storia vuole, questa storia
il cui Uomo non ha più che la violenza
delle memorie, non la libera memoria...
E ormai, forse, altra scelta non ha
che dare alla sua ansia di giustizia
la forza della tua felicità,
e alla luce di un tempo che inizia
la luce di chi è ciò che non sa. October 18 Da dove siamo nati? Dall'amore. Come saremmo perduti? Senza amore. Cosa ci aiuta a superarci? L'amore. Si può trovare anche l'amore? Con amore. Cosa abbrevia il pianto? L'amore. Cosa deve unirci sempre? L'amore.
October 14
Where was the body found? Who found the dead body? Was the dead body dead when found? How was the dead body found?
Who was the dead body?
Who was the father or daughter or brother Or uncle or sister or mother or son Of the dead and abandoned body?
Was the body dead when abandoned? Was the body abandoned? By whom had it been abandoned?
Was the dead body naked or dressed for a journey?
What made you declare the dead body dead? Did you declare the dead body dead? How well did you know the dead body? How did you know the body was dead?
Did you wash the dead body Did you close both its eyes Did you bury the body Did you leave it abandoned Did you kiss the dead body August 26
Dopo ogni guerra c'e' chi deve ripulire. In fondo un po' d'ordine da solo non si fa.
C'e' chi deve spingere le macerie ai bordi delle strade per far passare i carri pieni di cadaveri.
C'e' chi deve sprofondare nella melma e nella cenere, tra le molle dei divani letto, le schegge di vetro e gli stracci insanguinati.
C'e' chi deve trascinare una trave per puntellare il muro, c'e' chi deve mettere i vetri alla finestra e montare la porta sui cardini.
Non e' fotogenico e ci vogliono anni. Tutte le telecamere sono gia' partite per un'altra guerra.
Bisogna ricostruire i ponti e anche le stazioni. Le maniche saranno a brandelli a forza di rimboccarle.
C'e' chi con la scopa in mano ricorda ancora com'era. C'e' chi ascolta annuendo con la testa non mozzata. Ma presto gli gireranno intorno altri che ne saranno annoiati.
C'e' chi talvolta dissotterrera' da sotto un cespuglio argomenti corrosi dalla ruggine e li trasportera' sul mucchio dei rifiuti.
Chi sapeva di che si trattava, deve far posto a quelli che ne sanno poco. E meno di poco. E infine assolutamente nulla.
Sull'erba che ha ricoperto le cause e gli effetti, c'e' chi deve starsene disteso con la spiga tra i denti, perso a fissare le nuvole. August 19
La bufera che sgronda sulle foglie dure della magnolia i lunghi tuoni marzolini e la grandine,
(i suoni di cristallo nel tuo nido notturno ti sorprendono, dell'oro che s'é spento sui mogani, sul taglio dei libri rilegati, brucia ancora una grana di zucchero nel guscio delle tue palpebre)
il lampo che candisce alberi e muro e li sorprende in quella eternità d'istante - marmo manna e distruzione - ch'entro te scolpita porti per tua condanna e che ti lega piú che l'amore a me, strana sorella, -
e poi lo schianto rude, i sistri, il fremere dei tamburelli sulla fossa fuia, lo scalpicciare del fandango, e sopra qualche gesto che annaspa... Come quando ti rivolgesti e con la mano, sgombra la fronte dalla nube dei capelli,
mi salutasti - per entrar nel buio.
July 29 Non solo guardare
il dubbio che uccide,
non solo pensare
al futuro che non c’è
Masticare la rabbia
lentamente
e sputarla tutta insieme
violentemente
in un momento di lucidità
senza più controllo…
Urlando
Gemendo
Gridando
Saltando per cercare
di raggiungere la verità
senza soffrire…
Non è difficile,
è impossibile
non solo lasciarsi andare
ma respirare con te
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